19 ottobre 2010

Costruzione di un kit di spurgo per freni MTB.

Introduzione.
Lo scorso weekend, dopo aver letto/visto numerosi tutorial sullo spurgo di impianti frenanti, mi sono deciso ad effettuarne uno su un freno ne aveva bisogno.

Kit di spurgo autocostruito.
Non essendo ancora disponibile il kit specifico per i miei freni, me lo sono autocostruito con i seguenti componenti:

- n° 1 deflussore da flebo con roller, acquistato in farmacia per 1,20€


- n° 1 siringa da 20 ml, farmacia, 0,60€

- n° 2 innesti portatubi filettati marca Eurokit (http://www.eurokitlucca.it/ashop/default.asp), da 4 e 5 mm, uno per la pompa e uno per la pinza, acqistabili in negozi di modellismo per 1,70 - 2 €. Queste misure variano a seconda di marche e modelli, non sono valide per tutti i freni.


- 1 confezione di liquido freni dot 4 da 300ml, circa 6€, utile per dieci spurghi o anche più.

Ed ecco la foto del kit autocostruito.




- parte 1, in alto: siringa per aggiungere liquido all'impianto. Si utilizza un pezzo di tubo del deflussore, un capo lo si innesta alla siringa, l'altro ad uno dei due raccordi portatubi (a seconda del diamtro di ingresso del vostro freno). Il roller del diffusore si usa come blocco per strozzare il tubo e fermare l'afflusso di liquido. la siringa va riempita di liquido dot 4.
- parte 2, in basso: si utilizza il tratto iniziale del deflussore (quello che si innesterebbe nella flebo); si taglia il tubo a 20-25 cm e lo si innesta all'altro raccordo portatubi, a seconda della dimensione del foro di spurgo. è in questo contenitore che si raccoglie il liquido di scarto dello spurgo.

Il diagramma qui sotto rappresenta lo schema del sistema di spurgo, con la direzione del fluido.



Postazione di lavoro.
Bisogna lavorare in un posto pulito e attrezzato, non c'è storia. E, se possibile, spurgare impianti smontati dalla bici per avere tutto a portata di mano. Io ho predisposto una specie di banco spurgo, costituito da un vecchio adattatore pm-is che ho stretto in una morsa (e a cui ho fissato la pinza con un bullone) e da un punto di fissaggio della leva (non visibile in foto, un vecchio manubrio va benissimo). In questo modo, pompa e pinza sono vicini e ben gestibili.


Togliamo le pastiglie dalle pinze per evitare di ungerle e inseriamo uno spessore tra i pistoncini.

Procedura di spurgo.
Attrezzi e straccio pulito alla mano, ho proceduto effettuando lo spurgo come indicato dal costruttore, ovvero:
  • riempire la siringa di dot4
  • eliminare le bolle d'aria in essa presenti (proprio come fanno i dottori)
  • avvitare l'innesto al foro di spurgo della pompa  (i serbatoi hanno un foro chiuso da una vite)
  • innestare il tubo del serbatoio di scarico al foro della pinza
  • cominciare ad iniettare lentamente il fluidonella pompa
  • far defluire il fluido dalla pinza.
Altri costruttori raccomandano l'opposto, ovvero di iniettare il fluido dalla pinza e farlo uscire dalla pompa. Seguite sempre le istruzioni dei freni, da bravi, eh.

Ad ogni modo, è stato necessario utilizzare tutta la quantità di dot4 inserita nella siringa perché dal tubo del deflussore (trasparente) continuavo a vedere piccole bolle d'aria. Assicuratevi che davvero non ci siano più bolle d'aria.

Quando non si vedono piu bolle, l'operazione puo' dirsi conclusa. con il roller si chiude il tubo della siringa in modo da bloccare l'afflusso di liquido e aria, velocemente si svita l'innesto , si riavvita la vite con l'oring e si pulisce la pompa e la leva. poi si svita l'innesto dalla pinza e si richiude pure quello, pulendo tutto.
Il fluido di scarto NON si butta nel tombino perché è inquinante, né si rimette nella bottiglia perché è igroscopico: lo si conserva.

Conclusioni.
Il tempo impiegato è di circa 20 minuti. prendendoci la mano, magari ci si mette di meno, ma non serve avere fretta. è un'operazione semplice, se e solo se avete manualità, attrezzi giusti e una postazione comoda.
Ha funzionato? sì, ora l'impianto frena bene.
ne è valsa la pena, economicamente? non tanto per il kit di spurgo (10 euro contro i 15-20 di quelli commerciali) ma sicuramente per l'autonomia e il risparmio della manodopera.