13 ottobre 2019

Piemonte off-road: Colle delle Finestre e Strada dell'Assietta.

Con questa escursione si conclude la stagione estiva -- anche per motivi di percorribilità -- in off road sull'arco alpino.

Il percorso qui descritto è probabilmente uno dei più suggestivi e interessanti delle valli di Susa e Chisone.

Unisce due strade militari di estrema importanza strategica e storica: la Strada delle Colle delle Finestre, con i suoi 33 tornanti, e la strada dell'Assietta, e permette di congiungere Susa con Sauze d'Oulx (passando dalla località Sportinia), con una grande percentuale di strada sterrata, per uno sviluppo di circa 60 km.



La traccia sotto rappresenta il percorso: è ben visibile la tortuosa salita al Colle delle Finestre e l'imbocco alla Strada dell'Assietta.
 
Il piano è raggiungere la tappa intermedia da raggiungere è il Rifugio Casa Assietta entro le 10:30.


Il tempo di percorrenza stimato è di circa tre ore, per cui si parte presto, quando ancora fa buio. 
Ho appena ritirato la Suzuki dal meccanico che ha provveduto a sostituire la marmitta con una nuova di zecca e tutti i lubrificanti della trasmsissione: scatola cambio, differenziali e riduttore. Si parte presto, ma tranquilli. 


Poco fuori la località di Meana di Susa inizia la lunga salita al Colle delle Finestre, parte asfaltata e parte sterrata. La vegetazione alpina mostra già i primi colori dell'autunno.


La strada è un'opera imponente dal punto di vista ingegneristico e ha una straortdinaria importanza storica e strategica. Le immagini successive ne mostrano la bellezza e la complessità costruttiva. 



Mentre salgo, il sole sorge ed illumina la val di Susa.


Il Rocciamelone sullo sfondo.



Uno dei tanti tornanti per salire al colle.Vorrei fare più soste e più foto, perché il paesaggio è emozionante, ma devo tenere d'occhio i tempi, anche considerando la pendenza e la velocità di crociera.


Il meteo eccezionale e l'ottima visibilità mi accompagneranno per tutta la giornata, lasciandomi dentro emozioni e ricordi straordinari.





La strada è stretta ma non è un problema: in tutta la salita al colle ho inconmtrato solo 4 auto. 



Si arriva al "Colletto", altitudine 1455 m.



Pochi metri più avanti, si erge il cartello di benvenuto della Strada del Colle delle Finestre.


Da qui il fondo è naturale ma sempre in buono stato e percorribile senza difficoltà. Per precauzione, e perché alla fine il fuoristrada è una passione fatta anche di meccanica, inserisco la trazione integrale.
Anche se so che per  il primo tratto del percorso, e soprattutto per le eccezionali condizioni del fondo stradale (asciutto e compatto) non sarebbe indispensabile, l'inserimento del 4WD è un rito che mi piace e mi affascina sempre. Frizione, leva del cambio in folle, leva del riduttore su 4H; poi si scende dal veicolo, e si collegano i mozzi ruota libera anteriori. 



Si torna a salire, mentre il paesaggio si fa alpino.



Il sole è ormai alto sulla valle. La temperatura si alza.

Lungo il percorso si incontrano alpeggi,  malghe e greggi con pastori.



È dall'alto che si apprezza l'opera straordinaria di questa strada.I tornanti più stretti appoggiano su terrapieni con muri di contenimento a secco, mentre la strada si sviluppa e si snoda salendo verso l'alto.



L'arrivo al Colle delle Finestre, al culmine della strada, è segnalato dal cartello e da una targa commemorativa del giro d'Italia.


Si arriva qui a 2180 m di altitudine. La fine della stagione estiva si sente, con temperature che scendono.


Il forte del Colle delle Finestre, in abbandono da quasi un secolo, si raggiunge arrampicandosi su un sentiero. Il vento freddo soffia forte, ma è l'unico rumore che si sente.




Pochi metri più avanti si imbocca la seconda parte di questo viaggio: la Strada dell'Assietta.


La particolare segnaletica verticale della Strada.


Al riparo dal vento freddo del colle, il clima è ancora estivo, e le mandrie brucano calme. Ma la transumanza è prossima.



La strada si sviluppa nel parco naturale Gran Bosco di Salbertrand.


Il fondo naturale è sempre agibile, senza ostacoli né interruzioni. L'altitudine e la diminuzione di ossigeno iniziano ad incidere sulle prestazioni del piccolo motore alimentato a GPL. Ma con le ridotte si risolve tutto. 





Il colle dell'Assietta , a 2472 m, è il punto più alto di questa escursione.
È un bel traguardo per la mia vecchia Suzuki.


La Testa dell'Assietta, in lontananza.


La segnaletica indica lche da qui si può raggiungere il Sestriere; è un percorso che ho descritto nel mio precedente post sulla Strada dell'Assietta.


Con una deviazione a destra, si arriva facilmente al Rifugio Casa Assietta, aperto per l'ultimo giorno per questa stagione.

Una breve pausa per un caffè e la consultazione delle mappe.





Dopo il rifugio, le condizioni del fondo stradale peggiorano: passaggi scavati dall'acqua ed una pendenza leggermente superiore obbligano l'uso delle ridotte.



Il cartello segnala che si è arrivati al Col Lauson.


Il sole alza la temperatura; la giornata è meravigliosa, senza una nuvola.



La strada offre panormali sensazionali.





Dal Col Blegier inizia la lunga discesa verso Sportinia e Sauze.






L'arrivo alla Cappella di Notre Dame de Broussailles.


Una bella prospettiva della strada che porta a sportinia.




Breve tappa al Lago Nero.


Sullo sfondo gli impianti delle stazioni sciistiche del comprensorio della Via Lattea.





L'arrivo a sportinia è la conclusione del giro. La strada sterrata scende fino a Sauze passando dalla dismessa Stazione Sperimentale.

Da lì in poi, si scende e si prosegue su asfalto. 

1 commento:

Anonimo ha detto...

Con il resoconto della tua vita, puntuale, preciso ed ottimamente corredato da fotografie scattate con particolare gusto e senso estetico, mi hai fatto vivere ogni momento del tuo itinerario quasi come io fossi stato lì presente... Sei riuscito a rendere la bellezza, le suggestioni e quel pizzico di senso d'avventura delle ore che hai trascorso, in modo elegante ed esaustivo. Penso che anche io, spronato dal tuo servizio, a breve ripercorrerò il medesimo tragitto con entusiasmo e voglia di sognare... Mi complimento vivamente Giuseppe!!
Giulio Pisoni.